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Le cene eleganti da 200 euro di Forza Italia, la pizza da Spontini e il candidato a tutta birra

Campagna elettorale Monza curiosità culinarie per la tavola della politica. La guerra all’ultimo voto si combatte anche tra tovaglie e tovagliette. Tramontate le serate dei dibattiti a cui non frega niente a nessuno se non ai candidati e agli addetti ai lavori, le novità della propaganda sono poche. A tre settimane dal voto di domenica 11 giugno, uno sguardo indietro per raccontare candidati e strategie.

Campagna elettorale Monza: l’aperitivo della sinistra

Il menù elettorale è diverso a tavola. C’è chi preferisce l’aperitivo “young” come il lanciatissimo Marco Lamperti del Pd. Autoprodotto e autopagato. Oltre che bravo vuol far vedere che è pure simpatico e magari pure bello. Cosa quest’ultima che non gli riesce sempre facile a differenza della prima. Un salto nei locali della Movida monzese. Un altro in periferia con gli universitari della sua parrocchia politica. E zac la preferenza è catturata. Diversa la strategia di Roberto De Vito della Lista civica “Monza per Scanagatti sindaco“. Il 50enne avvocato di Monza fa tappa fissa da Spontini. Un trancio di pizza alternato al caffè del bar San Paolo privilegiato avamposto elettorale per tutti i candidati. Anche il sindaco uscente Roberto Scanagatti ha puntato qualche “fiches” sulla tavola. Anche se preferisce di gran lunga i dibattiti dove non ha rivali. Cene fai da tè dove ciascuno porta qualcosa da mangiare per la squadra. Come è avvenuto a San Rocco dove la portata principale sono stati gli “schiaffoni” al ragù in salsa… d’Erba. O le trattorie come a San Biagio dove non è mancato il contorno dei Mariachi sul marciapiede difronte.

campagna elettorale monza lampertiCampagna elettorale Monza: la destra va a tutta… birra

C’è chi ha puntato anche sul luppolo per la sua elezione. Andrea Arbizzoni, detto il “senatore” della curva dei tifosi del Monza, va a tutta birra. Il candidato della destra sociale e della curva Pieri preferisce la bevanda giovane. Fresca. E portatrice di sana allegria. Ma il camerata Arbizzoni si lancia e punta anche sulla “popolarità” del luogo. Del mangiare prima ancora che di consensi. Grigliate volanti nei parcheggi (lo stadio innanzitutto). Birra e salsicce. E tanti amici attorno che apprezzano il candidato “alla mano”. Vicino alla gente lontano dalle “posate d’argento” della politica. Senatore sì, ma di classe popolare…

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Campagna elettorale Monza: cene eleganti di Forza Italia

Non tutti possono spendere 200 euro a persona per una cena. I seguaci di Dario Allevi sì. Imbucati a parte. Ma vuoi mettere un controfiletto di “manzo incrosta di erbe e crema allo squacquerone pomodoro pierino confit”. Il tutto alla presenza, per dirla alla Berlusconi, di “patate” vestite da sera. E vogliamo mettere lo scenario con il lusso sibaritico di Villa Gernetto. La stessa dimora e tavoli dove nell’aprile del 2010, sedette, mangiò e sopravvisse Vladimir Putin. Dario Allevi candidato di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e altre Liste civiche ha giocato la carta Berlusconi e le cene eleganti a Villa Gernetto. Chic e choc. Insomma sul lusso. Certo c’era da tirare su quattro euro per la campagna elettorale piuttosto avara sino ad ora di contributi e consensi. Ed ecco per tutta la Brianza, isole comprese, il paio d’ore con il risottino mantecato dalle battute alla Silvio.

Marco Pirola (1 continua…)

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P.S.

Diario semiserio di una campagna elettorale noiosa tra patate, patatine e qualche risata…

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