Cambia l’idea di famiglia civile, laica e cattolica: finalmente si inizia a premiare il buon senso

Un convegno della Camera Civile degli Avvocati di Monza e Brianza apre nuove riflessioni anche al pubblico dei non addetti ai lavori, alla Sala Maddalena di Monza il 9 luglio alle ore 20.

Di Gigi Paganelli

papà

La società italiana sta rapidamente cambiando.
Qualcuno dice che sta diventando più selvaggia e cinica.
Forse, in realtà, siccome si sente più povera, si sta anche liberando di qualche costoso orpello ideologico e diventa più realistica e responsabile.

La famiglia è uno degli elementi cardine della nostra società.
La Costituzione Repubblicana le dedica ben tre articoli, 29 – 30 – 31, e la pone al centro della struttura sociale della nazione.

Poco fanno, tuttavia, i governi per favorire la formazione di nuove famiglie: “regolari”, ossia fondate sul matrimonio come vuole l’articolo 29 della Costituzione, o “irregolari”, ossia di fatto, eterosessuali o omosessuali che siano.

Scarsi gli incentivi fiscali. Assenti le agevolazioni privilegiate per servizi amministrativi o sociali, nonostante l’articolo 31 della Costituzione al comma primo reciti: “la Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose”.

Di vere detassazioni per chi genera molti figli si ciarla da decenni ma nulla si fa: non esiste alcun reale “quoziente famigliare” né detrazione dalle imposte, ad esempio, sulla casa. Eppure è ben diversa la condizione di chi guadagna quarantamila euro all’anno e ci mantiene due o più figli rispetto a quella di chi con le stesse risorse mantiene se stesso e forse un coniuge con un figlio: anche la dimensione dell’abitazione della famiglia muta sensibilmente con correlato aumento dei costi ma guai a pensare di aiutare coloro che scelgono di regalare “prole” a questo Popolo, anagraficamente sempre più vecchio.

Qualcosa però si muove.

Di recente il Legislatore Italiano, ossia il nostro Parlamento, ha voluto lanciare un deciso segnale di semplificazione e rinnovamento dell’approccio almeno per quanto concerne il ricorso al Giudice in caso di situazioni di “crisi” della famiglia, ossia controversie sulla gestione della prole, separazioni, divorzi.

Si è introdotta una serie di norme che premiano la trattativa stragiudiziale, condotta direttamente tra i coniugi magari grazie all’aiuto di mediatori e avvocati di buona volontà: oggi, ad esempio, invece di ricorrere immediatamente al Giudice, coi relativi oneri economici, se le persone coinvolte decidono di fare ricorso anzitutto al loro buon senso, possono trovare accordi stragiudiziali che in parecchi casi eviteranno loro anche di andare fisicamente in Tribunale.

Di queste nuove logiche e procedure parleranno in convegno pubblico avvocati del Foro di Monza e della Brianza, riuniti dalla prestigiosa Camera Civile di Monza e Brianza (http://www.monzacameracivile.it/) la sera di giovedì, 9 luglio 2015 a partire dalle ore 20 alla Sala Maddalena di Monza, Via Santa Maddalena 7 alla presenza e col contributo anche di Autorità civili e giudiziarie.

Queste norme sono in effetti un piccolo inizio, cui magari farà seguito la liberalizzazione degli accordi prematrimoniali e forse, prima o poi, una vera politica di attuazione del dettato costituzionale per favorire anche economicamente la formazione di famiglie più consapevoli e solide, e magari più ampie, nella convinzione che davvero la famiglia, eterosessuale od omosessuale, comunque prospera, sia il nucleo portante di una società sana e responsabile.

Del resto, mostrando una lungimiranza e sensibilità che ultimamente stanno stupendo anche il mondo laico, nei giorni scorsi la Chiesa Cattolica Italiana ha in sostanza aderito ad un forte “new deal” della famiglia, oso dire “sconfessando” quelle poche decine di migliaia (non erano certo un milione) di pretesi sostenitori della famiglia, che si sono ritrovati in Piazza San Giovanni a Roma domenica scorsa al cosiddetto “Family Day”.

Per sintetizzare l’idea rubo il titolo all’Agenzia Ansa: “il Sinodo vuole aprire a divorziati risposati, progetti per famiglie omosessuali” (per chi volesse leggerne di più, cfr. http://www.ansa.it/sinodo-vuole-aprire-a-divorziati-risposati.html).

Come si soleva scrivere una volta: “La Cittadinanza è invitata”!

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