Brugherio: Pii San Cristoforo, il Comune incassa l’ennesimo ko

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L’ennesimo ko. E siamo a cinque fra ordinanze e sentenze da parte del Tar e del Consiglio di Stato. Chi dice che perseverare è diabolico, non ha ancora conosciuto il Comune di Brugherio. Prima l’Amministrazione Ronchi, poi il commissario e adesso anche l’attuale giunta di sinistra diretta da Marco Troiano. Tutti uniti contro i giudici. La vicenda è quella del Pii San Cristoforo e ieri i magistrati amministrativi della Lombardia hanno stabilito ancora una volta che ad aver torto sono il Comune e l’immobiliare Brughiera Dueffe.

LA VICENDA – Il caso scoppia nel 2001 con la prima vertenza presentata dall’Immobiliare Polo contro Comune e Immobiliare Brughiera Dueffe e Comune. Tutto ruota attorno ad un piano integrato di intervento che prevede la realizzazione di complesso residenziale a corte. L’elemento distintivo dovrebbe essere proprio la corte. O almeno così prevede il planovolumetrico. Metà dell’intervento è a carico dell’Immobiliare Polo, mentre l’altra metà viene rilevata dall’Immobiliare Brughiera Dueffe dal Comune. E fin qui nulla di strano, se non fosse che – a differenza di quanto prevede il progetto originale – quest’ultima si prepara a realizzare un intervento diverso. E il Comune concede il permesso a costruire. Due stabili, invece di uno, suddividendo le volumetrie, ma realizzandoli senza tenere conto proprio della corte. A muovere contro questa decisione è allora l’Immobiliare Polo che, nel 2011, verso la fine della giunta Ronchi, decide di presentare un ricorso al Tar.

LA GUERRA DI CARTE BOLLATE – Cinque in totale tra sentenze e ordinanze emesse sia dal Tar sia dal Consiglio di Stato. Tutte danno ragione all’Immobiliare Polo. In sostanza si legge ogni volta nelle decisioni della corte che effettivamente quanto presentato dall’altro costruttore rappresenta un progetto difforme rispetto a quanto previsto dal planovolumetrico. Il Comune ogni volta ricorre al Consiglio di Stato e lo scorso luglio, Brughiera Dueffe e Amministrazione – stavolta quella del neo sindaco Marco Troiano – incassano un altro no. Non solo. Il Tar aveva già emesso un’ordinanza che intimava di bloccare il cantiere. Il ricorso alla suprema corte amministrativa si conclude con un  nulla di fatto per il Palazzo. La vicenda sembra vedere la luce lo scorso agosto quando Brughiera Dueffe ripresenta il progetto, apportando delle modifiche. E il Comune dà di nuovo il permesso a costruire. Peccato che alla luce di quanto emesso ieri, si scopre che non solo il progetto modificato è comunque difforme, ma che Comune e Brughiera hanno anche violato l’ordinanza precedente che prevedeva il blocco del cantiere. Insomma, un pasticcio a spese dei brugheresi. Infatti, quanto emesso dal Consiglio di Stato – che anticipa molto della sentenza – prevede anche un primo risarcimento simbolico di 1.000 che dovrà versare Villa Fiorita e altri 1.000 che toccherà sborsare a Brughiera. Non solo. Perché nel corso dell’intera vicenda, la Polo ha presentato ulteriori cause nei confronti del Comune per altri episodi “accessori” come il mancato accesso agli atti.

IL RISULTATO – Quinta sconfitta e la violazione di un’ordinanza. Per la giunta Troiano praticamente un enplein. Che ora arriverà anche sui banchi del Consiglio comunale dove l’opposizione è pronta a dare battaglia. Sicuramente lo farà Roberto Assi: “Come avevo detto all’epoca del bilancio, ora voglio capire chi ha deciso di spendere inutilmente soldi in cause che hanno oramai del pretestuoso. Solo per il caso del mancato accesso agli atti, è in corso una richiesta di 20mila euro di danni. Come può un Comune in pochi mesi a collezionare tutte queste sconfitte, devo ancora capirlo. Di certo faremo una verifica e nel caso sarà nostra cura presentare un esposto alla Corte dei Conti”.

 

 
 

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