A Briosco, le donne sulla parità dei diritti

Le donne di Briosco in un convegno: parità di diritti e stipendio sul posto di lavoro

Briosco, quello che le donne dicono. Si potrebbe dire parafrasando Fiorella Mannoia e la sua canzone simbolo. Parità di lavoro e soprattutto di stipendio. Una domanda a cui tutte le donne cercano una risposta spesso invano. A Briosco un incontro “diverso” dal solito convegno ha cercato di dare un senso alle risposte. Al bar Bencini con gli imprenditori e le socie della Federazione italiana donne arti professioni affari. Perché le donne devono lavorare come o più di un uomo, ma guadagnare meno? Equal pay day. Non è solo uno slogan.

bencini.fidapa.briosco

DONNE: EQUAL PAY IL LUOGO – Come disse i re di cuori ad Alice cominciamo dall’inizio. Giovedì 10 marzo, bar Bencini a Briosco. Un avamposto nebbioso nella Brianza monzese che sconfina in quella Lecchese e Comasca. Bar di frontiera il Bencini. Di quelli che non chiude mai come canta Ligabue in una sua canzone. Tre donne al comando (Paola, Elisabetta e l’immancabile mamma che sovrintende le due vulcaniche sorelle). Solo ad una “matta” come Paola sarebbe potuto venire in mente di organizzare un aperitivo alle 18,30 di giovedì in luogo “sperduto” con titolo quasi impossibile da digerire “aperitivo lui per lei. Mi sbagliavo. Alla spicciolata il bar si è riempito di compunte signore arrivate da Monza e dintorni strette nelle pellicce rigorosamente ecologiche e interessate all’argomento. Una sessantina di donne non solo affiliate alla Fidapa (Federazione italiana donne arti professioni e affari) ma curiose.

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DONNE: PRESENTI – Una volta tanto il gioco dei “c’ero anch’io” lo voglio fare. A parte le due padrone di casa la “tarantola” Bencini e la sorella Elisabetta. Presente (nel senso romano del termine…) Pia D’Andrea, avvocato di grido, politico intransigente tutto d‘un pezzo a cui gli uomini dalle sue parti di Desio guardano con rispetto e referenza e proprio per questo la vorrebbero alla guida della città. E’ arrivata nella sua semplicità disarmante accompagnata dalla mamma. Quando poi ho visto entrare la moglie del capogruppo regionale della Lega Nord con il marito al seguito (questa volta nelle vesti di consorte e non di politico), ho capito che l’evento non era da sottovalutare. Soprattutto se uno come Massimiliano Romeo, preso da mille e un impegno, era riuscito a trovare il tempo per arrivare sin lassù. Per non essere da meno, pure Rosario Mancino e il “senatore” Andrea Arbizzoni si sono presentati come uditori in rappresentanza della categoria maschile. Erano in netta minoranza e infatti non hanno osato fiatare se non per commentare le tartine. Ed ancora Loretta Breda che avevo conosciuto due decenni fa quando militava nelle fila di Forza Italia ed ora umilmente era al registro delle presenze dell’associazione che la vede in prima fila. Seduta al suo fianco la recluta Valeria Cassanmagnago, donna e politica in una città di frontiera per il centrodestra come Macherio.

DONNE: IL CONVEGNO – Tra un prosecchino e un grissino light si è parlato di parità di diritti sul lavoro. Sono state proiettate immagine e slide. Con gentilezza i dati sono stati spiegati senza polemica dai responsabili del distretto nord Fidapa. Paola Cairoli, la presidente: “La differenza di stipendio è sola la punta di un iceberg. Alle donne non vengono riconosciuti gli stessi meriti degli uomini e le loro carriere vengono penalizzate”. L’ 8 marzo non è lontano, ma continua…

Marco Pirola

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