Brianza: Per i giudici del Tar è come il far west

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Clint Eastwood nel fim "Qualche dollaro in più".

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La Brianza di Virzì ricca e opulente? Macché. Roba d’altri tempi. La Brianza è come il far west. A dirlo è una sentenza del Tar della Lombardia che ha deciso di dare ragione ad un imprenditore di Limbiate che chiedeva il rinnovo del porto d’armi. Il motivo? Appunto che si tratta di una zona “ad elevata densità criminale“. Insomma, né più né meno del Bronx dove bisogna girare con la pistola in tasca e difendersi a colpi di grilletto.

Come si diceva i magistrati del tribunale amministrativo hanno accolto il ricorso sulla base di alcuni episodi di cui era stato vittima lo stesso imprenditore. In particolare, come si evince dalla sentenza, di un tentativo di estorsione avvenuto nel 1996, più o meno vent’anni fa. Secondo l’imprenditore la minaccia sarebbe poi rimasta sospesa sul suo capo fino ad oggi. Motivo per il quale, i giudici hanno stabilito che “il ricorso è fondato, visto che le condizioni ambientali non sarebbero mutate rispetto al passato”.

Come a dire armatevi ed eventualmente sparate. Perché se no non si capisce cosa ci farebbe l’imprenditore con la pistola. Salvo poi ricordare che per la legge la legittima difesa è tuttora argomento spinoso quando si tratta di armi. Comunque, così è e da oggi il ricorrente potrà girare tranquillamente armato. Chi esulta per la vicenda è l’Osservatorio antimafie di Marco Fraceti che, dopo aver ricordato le inchieste che hanno riguardato il territorio in questi anni e che hanno portato a galla le infiltrazioni mafiose sul territorio, conclude: “Non mi stupisco affatto che da queste parti ci sia la voglia di girare armati”. Se permette, ci stupiamo noi.

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