Brianza: Pd, ora la poltrona è per due…

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A sinistra il 25 enne Pietro Virtuani. A destra, Adriano Poletti.

Più che candidato unico, sarà una poltrona per due. E la lotta si annuncia dura. Il Pdl si dibatte? Il Pd no, si batte. Al proprio interno. La “guerra” per il posto di segretario provinciale della Brianza è iniziata e a dispetto degli accordi iniziali non sarà una passeggiata di salute. Sì, perché il famoso candidato in solitaria sponsorizzato da Gigi Ponti ed Enrico Brambilla, il brugherese 25enne Pietro Virtuani, non sarà il solo a dover acchiappare voti tra tesserati e militanti. Venerdì, alla scadenza dei termini per la presentazione delle firme, infatti c’era anche qualcun altro. Adriano Poletti, ex sindaco di Agrate, oggi consigliere provinciale, ha deciso di disobbedire agli ordini di squadra presentandosi come aspirante numero due.

L’antefatto

Nome unico, tutti d’accordo. Questo più o meno quel che succedeva fino a lunedì scorso dalle parti del Partito democratico. Un congresso liscio come l’olio che avrebbe dovuto incoronare il giovane Virtuani, ex segretario della Sinistra giovanile e nelle speranze di Ponti e Brambilla, volto nuovo di zecca. Per l’unità del partito, come si dice in via Arosio, un passo indietro l’aveva fatto anche Domenico Guerriero, capogruppo in Provincia e già in lizza, l’anno scorso, per il ruolo di candidato sindaco di Monza. Via libera al candidato unico e pratica evasa. Ma non è andata così.

Candidatura a sorpresa 

Se non proprio a sorpresa, almeno non prevista del tutto. Il passo indietro da parte di Adriano Poletti, infatti, non c’è stato. Venerdì, puntualissimo, ha depositato infatti firme e candidatura, aprendo così la porta alla sfida a due. Da una parte Virtuani, dall’altra Poletti. In mezzo – e il dettaglio non è di poco conto – il duo Ponti – Brambilla da una parte e dall’altra Laura Barzaghi, ex sindaco di Nova, oggi consigliere regionale. Quest’ultima sosterrà il candidato Poletti con la forza del suo “tesoretto” di preferenze, che non è trascurabile come ha dimostrato anche alle elezioni regionali. Non saranno stati tutti voti del Pd, ma di certo c’è che anche nell’ex Quercia si va alla conta. Misure, ma soprattutto pesi.

Il congresso

L’ultima parola la dirà il congresso che si svolgerà a fine ottobre. Se Virtuani potrà contare sulla nomenklatura, Poletti è già a caccia di voti anche tra gli “incazzati” del partito, quelli che potrebbero ad esempio non andare proprio a votare. Per il momento il borsino della politica dà per favorito il candidato dell’ortodossia brambilliana, ma l’ex sindaco di Agrate pare deciso a non fermarsi…al casello.

 

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