Brianza Provincia, scandalo rimborsi

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Brianza Provincia, scandalo rimborsi. Non abbiamo fatto in tempo a scriverlo, settimana scorsa, che è già realtà. Solo che stavolta a confermare che eravamo nel giusto è arrivato anche un ex assessore, ora consigliere provinciale della Lega nord. Andrea Monti si è dimostrato degno di tanto padre. Giusto Cesarino, infatti, avrebbe potuto portare avanti una battaglia così e dire no ai rimborsi che la sinistra al governo ha pensato bene di inserire tra una scartoffia e l’altra accogliendo le richieste che nelle scorse settimane provenivano da diversi neo eletti di Forza Italia e Fratelli d’Italia.

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Ma andiamo con ordine. Ieri (mercoledì per chi legge, ndr) è andato in scena il primo Consiglio provinciale della nuova era. Tutto cambiato, elezioni abolite, insomma un vero terremoto. Sì, ma non per quanto riguarda le solite vecchie abitudini. Se sulla carta, infatti, la nuova Provincia deve essere gratis per i cittadini, è andata invece a finire che a pagare son sempre gli stessi. Tra i fogli che i consiglieri appena insediati si sono trovati a firmare, ne è spuntato uno che aveva il sapore del déja vu.  “Capita poi  – spiega, infatti, Monti – che nel plico di documenti e scartoffie che mi ritrovo a compilare per la prima seduta, salta fuori un modulo in cui dovrei dichiarare la distanza chilometrica dalla sede provinciale a casa mia. Dovrei anche indicare quale categoria di veicolo intenderei utilizzare: autovettura, motociclo. Siamo alla solita farsa italiana, ciò che esce dalla porta, rientra dalla finestra. Portare a casa due o tre lire di prebende con un escamotage, perché quando si tratta di grattare qualche soldo, anche un viaggio verso Monza può trasformarsi in una piccola Parigi-Dakar”. Come cantava Enzo Jannacci, le solite facce i soliti accordi…

 

 

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