Brianza: la Grande Guerra delle imprese e la linea del Piave dell’industria

La fotografia potrà sembrare irriverente, e lo è. Ma la faccia di Alberto Sordi allora (sul Carso) come ora (a Monza) è quella che incarna al meglio la situazione creatasi tra gli industriali della Brianza alla vigilia dello Grande Guerra con Milano

 

La fotografia potrà sembrare irriverente, e lo è. Ma la faccia di Alberto Sordi allora (sul Carso) come ora (a Monza) è quella che incarna al meglio la situazione creatasi tra gli industriali della Brianza alla vigilia dello Grande Guerra con Milano
La fotografia potrà sembrare irriverente, e lo è. Ma la faccia di Alberto Sordi allora (sul Carso) come ora (a Monza) è quella che incarna al meglio la situazione creatasi tra gli industriali della Brianza alla vigilia dello Grande Guerra con Milano

Brianza: la Grande Guerra delle imprese e la linea del Piave dell’industria. Cento anni di guerra e storia dell’industria a Monza e dintorni. Oggi come allora c’è la Grande Guerra tra industriali divisi come mai sino ad ora sull’unione con Milano. E c’è pure la linea del Piave che passa da via Petrarca sede storica dell’Aimb nostrana. Una linea del Piave che porterà con tutta probabilità alla Grande Guerra con Milano e alla costituzione di un’associazione di industriali della Brianza autonoma rispetto alla Confindustria milanese. Ma questa è un’altra storia o guerra se volete. Fratricida, ma pur sempre guerra. E pensare che l’associazione di Monza è stata la numero uno ad essere fondata in Italia ancora prima di Confindustria.

I DATI IN BRIANZA – In Brianza sono in tutto 12 le imprese nate all’epoca della Grande Guerra del 1915/18 che sono ad oggi ancora attive (23 quelle iscritte nel registro imprese storiche). In Italia sono in tutto 2.500. Secondo i dati del censimento degli opifici e delle imprese industriali del 1911, tra Monza e la Brianza le aziende industriali attive erano 2.446, e offrivano lavoro ad oltre 53mila persone. In particolare, a trainare l’economia della Brianza dei primi del ‘900 erano le industrie che lavorano e utilizzano prodotti dell’agricoltura, della caccia e della pesca (tra cui la lavorazione del legno e la fabbricazione di mobili) con 1.487 imprese dislocate in tutta la Brianza. Anche l’industria tessile, con 471 aziende offriva lavoro a circa 37mila lavoratori, pari al 67,4% dei brianzoli occupati nell’industria nel primo decennio del XX secolo. È quanto emerge da elaborazioni dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Censimento degli opifici e delle imprese industriali, 1911.

I DATI IN ITALIA – Il centenario della Grande Guerra coinvolge anche le imprese. Sono quasi 2.500 le imprese italiane iscritte al Registro delle imprese storiche dell’Unione delle Camere di commercio italiane. E ci sono 362 imprese in Italia, che hanno fatto la Prima Guerra Mondiale, ancora in attività, la cui iscrizione risale a prima del 1918, che non hanno apportato nessuna modifica all’attività registrata nel Registro delle imprese. Tra le regioni italiane in cui si concentra il più alto numero di  imprese con un secolo rimaste “identiche”, ci sono la Lombardia, con 131 aziende storiche, il Lazio (119), il Piemonte (79) e la Sicilia (14). Guardando ai singoli settori il comparto dei servizi è quello che conta il maggior numero di imprese storiche con 212 attività economiche, di cui 58 nel commercio, 52 nelle attività immobiliari e 25 nel trasporto e magazzinaggio. Anche nell’industria ci sono  ancora oggi 147 aziende nate nei primi del ‘900, mentre sono 3 le aziende centenarie del comparto agricolo. 

Marco Pirola

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