Brianza, elezioni provinciali: le correnti in casa Lega

Angelo Malegori, candidato presidente alle elezioni provinciali di Monza e Brianza per la Lega
Angelo Malegori, candidato presidente alle elezioni provinciali di Monza e Brianza per la Lega

Brianza, elezioni provinciali. Spariscono le province solo sulla carta. La Lega della Brianza si è preparata da tempo all’appuntamento di domenica 12. La Lega ha deciso di presentare una lista di “soli” 8 candidati (16 erano i posti disponibili ndr) al nuovo consiglio provinciale, il minimo indispensabile per legge. Una situazione studiata a tavolino dai vertici provinciali al fine di non disperdere il voto del centinaio di sindaci e consiglieri comunali su cui può ancora contare nei Comuni della Provincia di monza e Brianza. Dopo il forte ridimensionamento in occasione delle ultime elezioni della scorsa primavera che ha visto il tracollo dell’intero centrodestra, c’è l’esigenza di centrare l’obiettivo preventivato di eleggere due consiglieri (il voto è ponmderato a seconda dell’importanza del Comune). Il candidato presidente è Angelo Malegori, borgomastro di Biassono.
LE CORRENTI IN CASA LEGA – Due essenzialmente i blocchi contrapposti in casa Lega. Da una parte la corrente, minoritaria in termini di numeri e consensi ma molto compatta e maggioritaria in termini di posti e ruoli ricoperti, che fa riferimento ai Giovani Padani (il movimento giovanile leghista) e che si riconosce a livello locale in Brianza in Massimiliano Romeo, capogruppo regionale e a livello nazionale nell’onorevole Paolo Grimoldi. Questo gruppo, dopo aver convinto a desistere Angelo De Biasio, ex presidente del Consiglio Provinciale di via Tommaso Grossi, farà convergere le proprie preferenze su Andrea Villa, consigliere comunale a Desio, uomo forte del MGP e pretoriano di Matteo Salvini in Brianza.
Dall’altra parte troviamo un gruppo assai eterogeneo e “litigioso” al proprio interno, che costituisce però ancora la maggioranza in Brianza. Questo gruppo comprende gran parte degli amministratori locali del Carroccio, sindaci in primis, i militanti di più antica data e ultimamente anche molti “barbari sognanti” delusi dal nuovo corso e favorevoli ad un ritorno alle origini di Umberto Bossi. Questo gruppo ha fallito il proposito iniziale di giungere ad una candidatura unica e si è disperso tra 4 candidature, ognuna a suo modo forte: Andrea Monti, figlio del compianto sentaore Cesarino Monti da Lazzate e astro nascente del Carroccio anche al di fuori sei confini brianzoli. Fabio Meroni, ex tante cose, Marina Romanò, ex sindaco di Cesano Maderno, e Paola Gregato da Lesmo, consigliere provinciale uscente e “uomo” di fiducia dell’ex onorevole Marco Desiderati (bossiano di ferro). Ognuno di loro pare voler correre fino alla fine e non pensa a ritirarsi se non lo fanno gli altri (capitolo primo del manuale “Come perdere e pure male”).

L’OUTSIDER – Tra questi litiganti potrebbe esserci un outsider, un nome nuovo nel senso di non aver mai ricevuto onori e gratifiche, ma pure vecchio di militanza ed esperienza: Sergio Motta da Biassono, consigliere e attivista storico nel comune da quasi vent’anni monocolore Lega. Su di lui potrebbero convergere i consensi di quanti e sono tanti, sono molto infastiditi dalla corrida tra i candidati e vorrebbero dare un segnale di grande novità.

Marco Pirola

Andrea Monti, figlio di Cesarino Monti
Andrea Monti, figlio di Cesarino Monti

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here