Biglietti autodromo Monza: condannato Ferrari

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L’ex direttore Enrico Ferrari condannato per il giro di biglietti in nero all’autodromo di Monza

Biglietti autodromo Monza, condannati Enrico Ferrari, ex direttore e Franco Becchere, ex responsabile amministrativo della Sias. Quattro anni e quattro mesi a Enrico Ferrari, un anno e quattro mesi per Franco Becchere. Un milione e mezzo di risarcimento danni alla Sias, la società che ha in gestione la pista di Monza.

Biglietti autodromo Monza: la condanna

Federica Centonze, magistrato del Tribunale di Monza ha riconosciuto una provvisionale sul risarcimento dei danni. 1,5 milioni di euro a Sias e di 50 mila euro a Siae. Le due società si erano costituite parti civili nel processo svoltosi con il rito abbreviato. Grazie a questa scelta, Ferrari e Becchere hanno potuto usufruire dello sconto di un terzo della pena.

Biglietti autodromo Monza: i soldi confiscati a Ferrari

Ad Enrico Ferrari il magistrato ha confiscato 890 mila euro e ha trasformato da sequestro preventivo in sequestro conservativo gli altri circa 3 milioni di euro che la Procura aveva sequestrato in precedenza.

Biglietti autodromo Monza: le altre contestazioni a Ferrari

Enrico Ferrari ha un altro processo pendente. Usura, corruzione per la gestione della Sias e omissione dolosa di cautele atte ad evitare infortuni sul lavoro per le “bolle” sull’asfalto della curva Parabolica in occasione della Superbike 2012. Il processo nei confronti di 11 persone è ancora in corso al Tribunale di Monza.

Biglietti autodromo Monza: imputati eccellenti

Con lui sul banco degli imputati Claudio Viganò, figura storica della politica monzese e presidente del consiglio di amministrazione di Sias fino al 2010. Viganò ha chiesto il giudizio immediato. L’accusa è di avere creato un giro sospetto di biglietti venduti in nero e presunte fatture per operazioni inesistenti. Ma ferrari deve rispondere anche di corruzione insieme a Americo Martino (delegato Siae per la Brianza che ha scelto il processo ordinario). A quest’ultimo, dal 2008 al 2011, la Sias avrebbe versato 80 mila euro per “chiudere un occhio” anzi tutti e due sui controlli dei biglietti venduti nelle manifestazioni sportive organizzate all’autodromo. E pure di peculato perché si sarebbe intascato circa 1 milione di euro in contanti dal 2007 al 2012.

Marco Pirola

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