Avvelenamento cani: per comune Lissone è virtuale

avvelenamento cani

Nessuna denuncia ancora pervenuta alla polizia locale e ai carabinieri

Avvelenamento cani, dopo le denunce virtuali su Facebook nessun riscontro con l’amministrazione. La polemica infuria sui social network ma il comune di Lissone non può agire. Su Facebook vi sono state tante segnalazioni di bocconi avvelenati. Alle forze dell’ordine nessuna denuncia.

Avvelenamento cani: impazza l’allarmismo sul web

Presunti avvelenamenti e bocconi letali. Questo è l’oggetto dei tanti post che hanno affollato bacheche e gruppi su Facebook. Nel famoso social network, in tanti hanno scritto a riguardo e condiviso foto. Invece, alla stazione dei carabinieri e al comando di polizia locale non è pervenuta nessuna denuncia. Ripresi anche dalla stampa, i problemi legati all’avvelenamento dei cani hanno creato un forte allarmismo.

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Avvelenamento cani: rivolgersi al comune per segnalare l’accaduto

Dal web ai fatti. Nei giorni scorsi, l’amministrazione comunale ha invitato la cittadinanza a rivolgersi agli uffici competenti per circoscrivere il problema. Nel caso in cui vengano ritrovato sostanze sospette, la prima cosa da fare è recarsi dai carabinieri o alla polizia locale.

L’iter delle autorità in caso di avvelenamento cani

Dopo aver ricevuto una denuncia, le autorità competenti potranno agire per arginare il problema. Come prima cosa, verrà circoscritta l’area dove è avvenuto il fatto. In secondo luogo, verranno avviate delle indagini per risalire al colpevole e accertare le eventuali responsabilità. Anche ATS Brianza interverrà. Dopo la ricerca di eventuali esche tossiche, il luogo verrà bonificato. Un ultimo passaggio dagli uffici dell’Agenzia di Tutela della Salute per accertare le sostanze letali rinvenute nel boccone avvelenato.

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Avvelenamento cani: cosa fare quando il cane sta male

La prima cosa da fare è chiamare un veterinario. Il medico sarà in grado di agire nel modo corretto per salvare la vita dell’animale. In seguito, anche le sostanze rinvenute dal veterinario verranno fatte analizzare all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale. Niente allarmismo, nervi saldi e impugnare la situazione per risolvere il problema.

Alessandro Galli

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