Autodromo, guerra di tessere a Monza

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di Marco Pirola

Autodromo di Monza è iniziata la guerra per conquistare le tessere che danno la maggioranza in Aci Milano che a sua volta controlla Sias. E’ partita infatti la battaglia per il controllo della società che gestisce l’autodromo. Ma per vincere quella monzese occorre mettere mano sull’Aci Milano. L’aria attorno alla pista di Formula Uno più famosa al mondo torna ad essere rovente.

LA GARA – In pista solo due cordate si contendono la griglia di partenza. La prima fa capo a Geronimo La Russa, il figlio di Ignazio, lo stesso che in passato aveva cercato di mettere le mani sul circuito monzese allora scosso dagli scandali e da un’inchiesta che ne aveva decapitato i vertici.

autodromo-logoI PROTAGONISTI – L’altra cordata invece è manovrata da una vecchia volpe e altrettanto vecchi conoscenza del circuito monzese. Quel Michele Nappi, un tempo potentissimo e ben introdotto negli ambienti romani dell’Aci Italia. L’ottantenne campano non ha mai fatto mistero di voler rientrare dalla porta principale dell’autodromo dopo essere stato bloccato due anni fa nel tentativo di scalata andata buca. Allora un giro vorticoso di tessere “farlocche” aveva provocato un vero e proprio terremoto e un’inchiesta della magistratura. Ora Nappi dall’alto della sua esperienza nel raccogliere consensi, ci riprova. Ma dall’altra parte oltre al rampollo di casa La Russa trova anche un Carlo Valli che, ancora in festa per l’ennesima poltrona ricevuta come membro della triennale, vuole almeno passare la mano in Sias a persone fidate. I gregari dei due schieramenti sono già in giro a far incetta di tessere. Sono almeno 1.800 quelle nel cassetto pronte ad essere messe sul tavolo al momento delle elezioni.

IN PALIO – C’è più dell’intervento della Regione Lombardia che negli scorsi giorni si è detta disponibile ad intervenire pesantemente nella gestione dell’autodromo. Certo il governatore Maroni porta in dote molti soldi quanto mai necessari per il mantenimento dell’autodromo. Ma la vera battaglia è sullo sponsor privato che è pronto a mettere sul tavolo 21milioni di euro e diventare così il principale finanziatore del circuito monzese. Per ora il privato non si schiera, ma è pronto a far cadere il piatto della bilancia non appena la situazione tessere si sarà chiarita.

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