Autodromo di Monza in pista volano gli schiaffi

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Dopo la gara di assegnazione degli spazi agli ambulanti durante il Gp del 3 settembre

Autodromo di Monza questa volta a “volare” non sono stati i bolidi, ma i ceffoni. Ma il titolo potrebbe anche essere che sugli ambulanti l’autodromo ingrana la retro. Ed ancora: il brutto pasticcio del bando di gara sull’assegnazione delle bancarelle agli ambulanti. Lungo alla Lina Wertmuller tanto per intenderci. Non cosa da poco conto il bando che assegna i posti per tre anni (2017/2018/2019) durante il Gp. I ceffoni quelli vanno e vengono. La figuraccia delle quattro buste dimenticate e scoperte a gara già chiusa invece resta. Un giro d’affari questo delle bancarelle che frutta a Sias 300mila euro. Per la subconcessione di postazioni ambulanti. La società che ha in gestione la pista di Formula 1 più famosa al mondo è reduce da anni travagliati. Quello della trasparenza è un punto fermo del nuovo corso voluto da Angelo Sticchi Damiani e Aci Italia. Ieri non è proprio andata così.

Autodromo di Monza: il bando

Lunedì 17 luglio. Mattina intensa per i 38 partecipanti al bando di gara per l’assegnazione di  una ventina di postazioni durante il Gran Premio d’Italia. Panini, bibite tutto quanto fa food. Per molti ambulanti è una questione vitale essere presenti in una o più bancarelle durante i giorni di gara. Entro il 22 maggio avevano presentato offerte 38 società tramite posta elettronica certificata. Ieri mattina l’apertura delle buste per la ventina di posti. Tutto tranquillo nella fase procedurale. Buste aperte e postazioni assegnate. Verbale di chiusura compilato. Tutti felici e contenti. Almeno sino a 30 minuti dopo…

Autodromo di Monza: il colpo di scena

Infatti mezzora dopo i baci, abbracci e complimenti ai vincitori, una telefonata. Con fare affannato qualcuno della dirigenza dell’autodromo ha chiamato tutti i presenti invitandoli a ritornare nella sala dove si erano aperte le buste. Un inconveniente. Poca cosa. Peccato che l’inconveniente e la poca cosa fossero una dimenticanza tutt’altro che trascurabile. Quattro buste di offerte non erano state aperte. Dimenticate dentro un’altra busta più grande. Apriti cielo. Le parole diventano sempre più grosse e ben presto qualcuno le sostituisce ai fatti. Un paio di ceffoni sul “copino” come dicono in Brianza, al malcapitato funzionario che cercava inutilmente di calmare gli animi. Sedato il tumulto, l’apertura delle buste non modificava la graduatoria precedente. Un miracolo per Sias perché avrebbe voluto dire annullare tutto. Rifare il bando ed esporsi ad una lunga battaglia legale per il risarcimento. Con il risultato che l’1, 2 e 3 settembre niente bancarelle. Niente. Quest’anno andrà di moda la pasta. Schiaffoni in pole position…

Marco Pirola

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