Assassino per coprire la fuga non riconosce i figli

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Albanese era fuggito dopo l’omicidio e viveva sotto falso nome a Usmate

Assassino. Se non ci fosse di mezzo un omicidio verrebbe anche da sorridere. Visto che per quasi 20 anni l’ha fatta franca senza nascondersi troppo. Una vita “normale” per celare il suo vero passato di assassino. Su questo non ci piove vista la sentenza definitiva rimediata nel suo Paese. L’Albania. E per garantirsi la latitanza non ha riconosciuto nemmeno i figli che sulla carta di identità risultano: di padre ignoto. In fuga per 19 anni ora catturato dalla Polizia. Un 44enne latitante albanese è stato arrestato dagli agenti della Polizia di Monza. L’accusa è di essere l’autore dell’omicidio di un giovane connazionale, avvenuto in Albania 19 anni fa.

Assassino in fuga

Era riuscito a far perdere le proprie tracce nonostante fosse ricercato in tutta Europa. In Italia era riusciuto a ricostruirsi una vita come uno dei suoi tanti connazionali. L’uomo, condannato a 22 anni di carcere in Albania nel 1997, viveva sotto falsa identità. E per paura di essere scoperto non ha riconosciuto all’Anagrafe neanche i suoi figli.

Assassino: la latitanza

La quasi ventennale latitanza di Arben Dodaj è finita a Usmate Velate. Un’operazione degli agenti che hanno indagato. La segnalazione era arrivata dalla Direzione centrale della Polizia criminale, Servizio per la cooperazione internazionale. Fuggito dall’Albania, l’uomo si era stabilito in Brianza. Andando a vivere vicino al fratello. Si era costruito e calato in una nuova identità. Fittizia, con tanto di documenti falsi. Un altro uomo insomma.

Assassino: l’arresto

La Polizia di Monza è riuscita a individuarlo dopo aver censito tutti i cittadini albanesi residenti ad Usmate Velate. Riuscendo a rintracciare la sua compagna (e madre dei suoi due figli di 8 e 5 anni). Questo grazie a una utenza telefonica a lei in uso ma intestata al fratello del latitante. La donna, mai sposatasi, sui certificati di nascita dei figli aveva scritto “padre ignoto”. Pedinamenti e appostamenti dei poliziotti che, la scorsa settimana, hanno fermato e arrestato Arben mentre rientrava in casa. L’uomo non era mai stato riconosciuto prima d’ora e aveva all’attivo solo una denuncia.

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