Arcore nomine: più che il dolor poté il digiuno

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Agosto mese di ferie e di nomine regionali. Caccia alla poltrona con qualche figuraccia

Arcore nomine, più che il dolor dell’addio poté il digiuno. Sì. E’ proprio il caso di scomodare il conte Ugolino nel XXXII canto dell’Inferno (più o meno al verso 75 se non ricordo male dagli studi classici…). O se volete visti i tempi da lupi e tali chiari di luna (prefetto e sinistra permettendo…) si potrebbe parafrasare Mussolini e il suo celeberrimo “me ne frego”. Degli elettori naturalmente in questo caso. Lui è Cristiano Puglisi, ex candidato sindaco di Forza Italia pronto a mollare gli elettori e prontissimo a lasciare la carica per una poltrona con stipendio. Sempre lui, ci sperava tanto nella poltrona di membro del Corecom, il Comitato regionale che ha rapporti con gli organi di informazione.

Arcore nomine: il Corecom come trampolino di lancio

I Comitati regionali per le comunicazioni (Corecom) sono organi previsti dalla legge Maccanico istitutiva dell’Agcom. Disciplinati però specificamente da leggi delle singole regioni con funzioni di organo di governo, garanzia e controllo sul sistema delle comunicazioni in ambito regionale. Nei confronti dell’Agcom, i Corecom rappresentano organi funzionali, mentre costituiscono organi indipendenti di garanzia e consulenza per le giunte e i consigli regionali. tradotto in linguaggio “volgare” un trampolino di lancio per chi vuole fare carriera politica magari come onorevole a Roma.

Arcore e Limbiate “stessa faccia stessa razza”

Non è il solo visto che a Limbiate il “giochino” delle nomine (sempre con salario garantito) lo ha tentato pure la già onorevole Elena Centemero. Quest’ultima per grazia ricevuta (trattandosi di Madonna Pellegrina non poteva essere altrimenti). Lei aspirava ad un posto di responsabilità nel Comitato pari opportunità regionale. Retribuito naturalmente. A tutte e due è andata male. Bocciati. Anzi nemmeno sono stati ammessi al Gran Premio delle nomine. La sorte dei due è sempre stata unita sin dai tempi della scuola e della politica locale.

Arcore nomine le figuracce

In politica c’è sempre un però. In entrambe i casi (Puglisi e Centemero) questo però è una clausola di incandidabilità al ruolo scelto. L’ex onorevole lo stop è dovuto al fatto di essere  assessore a Limbiate. Il candidato sindaco, ora all’opposizione, in quanto consigliere di un Comune sopra i 15mila abitanti. Per tutti e due bocciatura in Commissione votata all’unanimità. Mentre l’onorevole donna si è messa l’anima in pace (sarà per un’altra volta) il secondo insiste, briga, chiama. Il consigliere Federico Romani che non è certo un fulmine di guerra come il padre, cerca di fare il nume tutelare (è pure in Commissione regionale ad hoc) perché  il nome di Puglisi sia inserito lo stesso nei papabili che debbono essere votati dall’aula. Legittime aspirazioni per carità. Ma poi si scopre che Romani (figlio) in Commissione la clausola di incandidabilità l’ha pure votata. Ed infatti il nome di Puglisi è stato bocciato all’unanimità. Ma da buon Cristiano, Puglisi insiste. Per quel posto è pronto a dimettersi da consigliere di opposizione di Arcore. Alla faccia dell’uomo nuovo. Altra toppata perché le sue dimissioni sarebbero successive al bando e quindi del tutto inutili. Insistere però non costa nulla.

arcoe limbiate centemeroArcore e Limbiate una questione di centimetro…

L’ex onorevole invece si dovrà accontentare del suo ruolo di assessore a Limbiate. In questa occasione ha passato la mano. Quest’ultimo gesto è forse la cosa più saggia che abbia fatto da quando fa politica. Una domanda per tutti e due: i bandi li leggono prima di firmare. Magari solo il paragrafo delle incandidabilità…

Marco Pirola

 

 

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