Msi, amarcord della destra a Monza: un libro e polemiche

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Msi, amarcord della destra a Monza: un libro e polemiche. A venti anni dalla fine del Movimento Sociale Italiano (anniversario che cade proprio di questi giorni) e l’inizio della disgraziata esperienza di Fiuggi, la destra monzese non riesce nemmeno ad organizzare, senza litigare, un “funerale” con due macchine. Di cui una è quella del morto.

IL LIBRO – L’occasione del 4 febbraio all’Urban Center di Monza era ghiotta per riunire sotto la stessa tettoia i reduci dell’esperienza della destra brianzola negli anni Ottanta. Un libro sul Fronte della Gioventù scritto da Alessandro AmoreseFronte della Gioventù, la destra che sognava la rivoluzione, la storia mai raccontata“. Un libro, una storia, esperienza di vita in tutta Italia di una gloriosa organizzazione giovanile. E un capitolo importante nella pubblicazione e anche più ambiziosamente nella storia della destra giovanile in Italia, è riservato a Monza. Alla sua sezione locale che era composta da tutt’altro che portatori d’acqua presenti nei momenti più caldi ovunque ce ne fosse bisogno. Un evento su cui nessuno dei camerati avrebbe dovuto avanzare dubbi di sorta per onorare chi in passato ha militato sotto le bandiere del Msi e ora qualche capello bianco l’ha. Tutto apposto? Per niente. Sull’iniziativa ci ha messo il cappello Fratelli d’Italia, una delle costole in cui si è rotta Alleanza nazionale. Sul primo manifesto apparivano tutti. Nomi di spicco come Marco Valle (di Milano) figura quasi mitologica tra i camerati anche nostrani. Paola Frassinetti, la pasionaria della destra già onorevole che ha sempre avuto in passato un occhi di riguardo per la sezione di Monza. L’autore del libro Amorese, ma mancavano proprio i monzesi. Quelli che allora negli anni Ottanta la cronica e la “piccola” storia della sezione l’hanno fatta sul serio. Tra i promotori dell’iniziativa in Brianza però c’erano Albino Gaspero che all’epoca manco c’era. Rosario Mancino da Agrate che non era nemmeno nato e via discorrendo. Mancavano personaggi come Marco Di Valerio, Massimo Casiraghi, Lele Petrucci, Lorenzo Di Tommaso tanto per fare qualche nome. Insomma i monzesi. Ma come vieni a parlare della destra a Monza e non inviti nessuno degli storici rappresentanti? La soluzione poi è stata trovata da Paola Frassinetti (non avevamo dubbi) che a stento ha sedato la rabbia e l’incazzatura dei militanti di allora. Altro manifesto, questa volta quello ufficiale dove è stato invitato Marco Di Valerio “in rappresentanza”.

L’IDEA ORIGINALE – E pensare che l’idea di presentare il libro l’avevano avuto mesi fa i ragazzi di Lealtà ed Azione, ma l’ordinanza del consiglio comunale di Monza vieta loro ogni possibilità di riunioni ed eventi. Anche presentare un libro, cosa concessa ad altri come Fratelli d’Italia, viene a vietata a chi giovane come i ragazzi di Fausto Marchetti volevano solo capire e sentire dalla viva voce dei protagonisti.

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