Alpinismo Brianza: i Lupi sul tetto d’Europa

alpinismo brianza

La bandiera dei Lupi delle Vette sventola sulla cima del Monte Bianco

Alpinismo Brianza, una passione che non si ferma alle colline nostrane. Quattromila metri di fatica, forza di volontà e spirito di squadra. Un altro importante obiettivo è stato raggiunto dal gruppo dei “Lupi delle Vette”. Gli escursionisti hanno conquistato i 4810 metri della vetta del Monte Bianco.

Alpinismo Brianza: l’impresa per arrivare in vetta

I ragazzi del gruppo escursionistico erano capitanati dai due monzesi Patrizio Bertoni e Davide Cerizza. Insieme agli amici di cordata Filippo Ruffoni e Riccardo “Richy” Colato, partendo dal rifugio Cosmiques, hanno raggiunto la vetta del tetto d’Europa. 10 ore di salita per tagliare uno dei traguardi dell’alpinismo mondiale. Una traversata in stile montano durata 17 ore tra salita e discesa. Il passaggio non è avvenuto per la classica via francese, ma per la “via dei tre monti”. Tra crepacci e seracchi, un’impresa difficile con pendenze che arrivano fino a 60° di inclinazione.

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Alpinismo Brianza: non esiste spedizione senza vessillo

Là dove osano le aquile, i Lupi delle Vette hanno voluto sventolare il proprio vessillo. Dopo le fatiche per raggiungere l’estremità del Monte Bianco, la bandiera è rimasta a sventolare sulla cima che domina la catena montuosa delle Alpi. “Tanta la fatica ma grandi emozioni e grande spirito di cameratismo”. Spiega Davide Cerizza dopo la scalata al Monte Bianco. “In cordata tutti insieme, ognuno affida la propria vita agli altri, basta poco per mettersi nei guai a quelle altezze. Il rapporto che si crea è bellissimo, una totale fiducia nel gruppo. Ci si sostiene sempre, soprattutto nei momenti difficili. Quando affronti queste altezze, è una vera propria sfida a superare i propri limiti, come del resto recita il nostro motto: l’uomo non ha limiti… se li crea.”

Alpinismo Brianza: il gruppo di escursionisti

I Lupi delle Vette, come si può leggere sul loro sito ufficiale (www.lupidellevette.it), hanno un obiettivo principale. Avvicinare alla montagna principianti ed esperti con uno stile diverso. Un concetto che va oltre quello del turismo. Si sceglie la montagna non per moda o per superare i record, ma per migliorare sé stessi. In altre parole, una dimensione spirituale del rapporto tra uomo e natura. Insomma, per dirla all’inglese, “Back to the wild”.

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Le emozioni in vetta

Un modo di vedere le cose, o se volete una vera e propria “Weltanschauung”, che traspare anche dalle parole dell’altro monzese del gruppo. “La sensazione che ho avuto appena raggiunta la vetta – spiega Patrizio Bertoni – è stata quella di un risultato non solo mio e dei miei amici di cordata, ma di tutto il nostro gruppo. Un obiettivo raggiunto dalla nostra grande comunità che ci ha sempre sostenuto ed è come se abbia vissuto con noi questa emozionante esperienza. Noi non siamo professionisti, facciamo volontariato e vogliamo avvicinare i ragazzi all’escursionismo in una maniera differente e originale per ritrovare la vera sintonia con la natura, lontana dai falsi miti della civiltà moderna”.

La montagna come scuola di vita

“I monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi” amava citare Goethe. Una buona organizzazione porta risultati. I discepoli stanno aumentando sempre di più tra le fila del gruppo. “Durante l’anno abbiamo fatto tante escursioni e tante ne organizzeremo ancora. Il gruppo escursionistico si sta sempre più allargando con nuovi ragazzi”. Conclude Patrizio Bertoni. “Domenica prossima ne faremo un’altra, aperta a tutti. La montagna è bella ma severa. Un dono del creato, lì per essere conosciuta, apprezzata, ammirata, ma sempre con il dovuto rispetto”.

Andrea Arbizzoni

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